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C’è una lingua che non si parla con la voce, ma con le mani, e si ascolta con gli occhi.

La lingua dei segni italiana oggi è usata da decine di migliaia di persone nel nostro paese, sorde e udenti.
In questo documentario raccontiamo le storie di un gruppo di loro, che ci ha aperto le porte delle proprie case e lasciato spiare nelle proprie intimità.
Con la lingua dei segni, ci hanno spiegato, puoi farti una famiglia, uscire con gli amici, lavorare, viaggiare e giocare. Puoi persino andare a ballare.

Ma questa è anche la storia di una lingua che, a dispetto di quel che dice la scienza e di quel che succede nel resto del mondo, in Italia non è riconosciuta dalla legge. E di conseguenza non è conosciuta dalla maggior parte degli italiani.
Non si parla nei luoghi pubblici e pochi, al di fuori delle comunità dei sordi, l’hanno vista usare. Alimentando così miti e misteri, da “è tanto affascinante…” a “sarà un linguaggio universale?”. Ma alimentando anche mille difficoltà: i pregiudizi e gli ostacoli che le persone sorde si trovano a dover affrontare nella nostra rumorosa comunità.

Questo documentario vuole essere una riflessione sull’importanza della comunicazione nelle nostre vite, ma anche su quanto questa comunicazione costruisca la nostra cittadinanza e, a tratti, anche la nostra felicità. 


Il documentario è uscito nel 2013:
le informazioni su questo sito (ad eccezione delle biografie delle autrici) sono riferibili al momento dell’uscita.

Nell’ottobre del 2017 il disegno di legge sul riconoscimento della Lis è stato approvato al Senato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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